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Lettera di un gay quarantenne al gay quattordicenne suicidatosi a Roma.

L’estate 2013 è stata segnata dall’ennesimo episodio di suicidio di un adolescente ferito dai compagni che lo prendevano in giro perché omosessuale, con questa lettera cerchiamo di essere vicini a chi ancora soffre oggi per questa discriminazione.

Caro Diego (non so il tuo vero nome, scelgo il nome del mio amico di infanzia, perché anche lui per altre ragioni sta dove stai tu ora),

              tre secondi. Meno di tre secondi ti ci sono voluti per toccare terra da quel balcone, ponendo fine a tutto. So che avevi quattordici anni ed eri omosessuale, ti sentivi emarginato e non sopportavi gli scherzi pieni di cattiveria dei tuoi compagni. Così, in un caldo giorno di agosto, hai deciso di scavalcare quel balcone e buttarti di sotto.

Molti (quelli che hanno il dito sempre pronto) puntano l’indice contro questo o quello per trovare un colpevole: “è colpa degli amici, i bambini a quell’età sono cattivi”, “è colpa della società, ci vuole una legge contro l’omofobia!”, “è colpa della Chiesa, che condanna gli omosessuali a essere vittime dell’odio”, “ma i genitori dov’erano?”.

Io invece, caro Diego, penso che sia colpa mia perché non ho mai fatto nulla per evitare che cose così assurde succedano. Penso che se solo avessi scritto queste righe prima, magari le avresti lette, mi avresti contattato e magari saremmo diventati amici. Ti avrei spiegato che 14 anni non è una bella età per morire! Ti avrei raccontato che anche io, e tantissimi altri, alla tua età abbiamo subito gli stessi scherzi dai compagni di classe, le stesse battute cattive dagli “amici”. Anche io ho visto le gomitate complici e carnefici degli altri, gli indici puntati e anche io ho sentito gli appellativi beceri, gli insulti: frocio, checca, buliccio. O peggio. Chiamavano diverso anche me, anche io ero lo zimbello di tutti. E la cosa continua tuttora, qualche volta, per fortuna molto raramente.

Però ti avrei anche detto che quella è gente ignorante, che il mondo è pieno di altre persone, gente meravigliosa che sa apprezzarti per quello che sei, qualcuno arrivando perfino ad amarti. Che ci sono un sacco di cose da fare e posti da vedere, un sacco di ragazzi da conoscere, qualcuno da baciare, qualcuno di cui innamorarsi. E con cui fare l’amore magari su una spiaggia deserta nella notte di San Lorenzo mentre segreti desideri vengono espressi racchiusi in un autentico abbraccio. E ti avrei spiegato che tutto questo è normale, che i tuoi amici fanno le stesse cose, solo che loro le fanno con le ragazze. Anche loro hanno un sacco di ragazze da conoscere, qualcuna da baciare, qualcuna di cui innamorarsi. E con cui fare l’amore magari su una spiaggia deserta nella notte di san Lorenzo mentre gli stessi desideri vengono espressi racchiusi nello stesso autentico abbraccio. 

E poi caro Diego, ti avrei detto che da qualche parte in questo mondo meraviglioso c’è lui, il tuo Mister Right, quello capace di farti perdere la testa. E ti avrei spiegato che, il giorno in cui lo incontri, non devi assolutamente fartelo scappare, ma te lo devi tenere ben stretto e fare di tutto per stare insieme a lui, perché di tutti i sacrifici che farai, ne sarà sempre valsa la pena.
Si chiama AMORE! Ti avrei anche augurato, come battuta, di trovarne uno comunitario perché il mio Mr. Right era nascosto in Brasile e per poter vivere con lui nel mio paese ho dovuto fare i salti mortali con la burocrazia dell’immigrazione. E sai perché? Perché siamo italiani e a noi non è dato di sposare chi ci pare, nemmeno possiamo registrarci come coppia di fatto, e quindi avere un semplice permesso di soggiorno, per vivere e amarci nel paese dove siamo nati.

Ecco questa non è esattamente la stessa cosa dei tuoi amici eterosessuali, i quali, se si innamorano di una brasiliana, loro, fortunati, possono vivere qui sposandola, noi no. Noi dobbiamo assumerli come domestici i nostri Mr Right, con mille difficoltà e pagare pure i contributi INPS! Ma tu prova a dire a un tuo amico etero che deve assumere la propria fidanzata come domestica se vuole vivere con lei!

È la legge che ci rende diversi, noi però siamo uguali agli altri, davvero, è solo che non abbiamo i loro diritti!

Ti avrei quindi spiegato caro Diego che purtroppo a noi è capitato di vivere nel terzo mondo dei diritti! Un paese bellissimo l’Italia, ma che lascia soli i suoi figli omosessuali, li abbandona vittime talvolta dell’odio e dell’ignoranza, unico paese dove l’omofobia non è ancora reato. Peggio di noi c’è solo l’Iran dove i gay vengono appesi alle gru, e la Russia dove in questi giorni dei ragazzi della tua età e perfino della mia, vengono TORTURATI da teste rasate, neonazisti, che esistono ancora nel 2013. Pensa che gli pisciano addosso perché pensano così di curarli e farli tornare (?) etero! Urinoterapia la chiamano!

Si, caro Diego siamo tornati al Medioevo! Come al Medioevo stanno i tuoi compagni che ti prendevano in giro.

L’Italia è ancora talmente nel Medioevo in fatto di diritti che addirittura si è fatta superare dal nuovo Papa che racconta l’amore di un Dio finalmente universale, per tutti, anche per gli omosessuali: “Chi sono io per giudicare un gay?”.

Ti avrei scritto queste righe solo per farti capire che non siamo soli, siamo uguali a tantissimi altri: medici, avvocati, panettieri, giornalisti, deputati, preti, suore, insegnanti, impiegati e segretarie.

Purtroppo te le ho scritte dopo quei maledetti 3 secondi e quindi non ti serviranno a nulla. Speriamo però che possano servire a qualche altro ragazzo che si sente emarginato e diverso o (mi illudo) che possa servire a riportare nel 2013 i nostri “amici” strappandoli dal Medioevo!

Ciao tesoro, perdonami per non essere arrivato in tempo. Saluta Diego

Filippo
Twitter: @poni

Vogliamo che il PD sia il partito dei diritti. La Legge contro l’omofobia è necessaria e urgente.

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5 comments on “Lettera di un gay quarantenne al gay quattordicenne suicidatosi a Roma.

  1. L’ha ribloggato su Ho un'idea nel cuoree ha commentato:
    Non è solo una lettera a Diego, è una lettera a tutti noi.
    Da leggere con attenzione, da meditarcisi sopra.
    Grazie Filippo.

  2. credo che al di là della legge contro l’omofobia, l’unico modo per contrastarla davvero l’omofobia sia estendere agli omosessuali tutti i diritti civili degli etero. omofobia è anche negare che gli omosessuali siano cittadini come gli altri, finchè lo stato non prenderà atto di questo, non possiamo aspettarci che lo faccia l’opinione pubblica.

  3. Io ho avuto come alunni ragazzi gay, 2. Ho visto dei ragazzi felici, sereni, rispettati. C’è qualcosa di buono nella scuola, qualcosa da cui partire. Ho avuto come alunni due ragazzi, che hanno scoperto di amarsi. Mi sono emozionato moltissimo, ascoltando la loro storia, ho anche provato un Po’ di invidia per il loro amore così bello e puro. Avrei voluto che quel ragazzo di 14 anni fosse stato in una mia classe. Non sarebbe stato solo. So che sono frasi che lasciano il tempo che trovano, ma questa vicenda mi ha molto colpito e mi sono sentito quasi in colpa, come persona civile, come insegnante, come persona di sinistra. Penso sempre di non avere fatto abbastanza.

  4. Poiché la lettera ha avuto molto successo ed è stata diffusa anche oltre i confini italiani, vi facciamo leggere la traduzione in francese che abbiamo ricevuto:

    L’été 2013 en Italie a été marqué par l’énième épisode de suicide d’un adolescent romain blessé par ses camarades qui se moquaient de lui en tant qu’homosexuel.
    Cher Diego (je ne connais pas ton vrai nom, je choisis le nom d’un ami de mon enfance, parce que, pour d’autres raisons, lui aussi se trouve là où tu te trouves maintenant).
    Trois secondes. Moins de trois secondes t’ont été nécessaires pour toucher terre depuis ce balcon-là, mettant fin à tout. Je sais que tu avais quatorze ans et que tu étais homosexuel, que tu te sentais marginalisé et que tu ne supportais pas les moqueries pleines de méchanceté de tes camarades. Ainsi, dans une chaude journée d’août, tu as décidé d’enjamber ce balcon-là et de sauter dans le vide.
    Ils sont nombreux ceux qui, le doigt toujours prêt, montrent du doigt celui-ci ou celui-là pour trouver un coupable : « c’est de la faute de ses copains, les enfants sont méchants à cet âge », « c’est de la faute de la société, il faut une loi contre l’homophobie ! », « c’est de la faute de l’Eglise, qui condamne les homosexuels à être les victimes de la haine », «Mais où étaient ses parents ? ».
    Moi au contraire, cher Diego, je pense que c’est de ma faute parce que je n’ai jamais rien fait pour éviter qu’il arrive des choses si absurdes. Je pense que si seulement j’avais écrit ces lignes auparavant, tu les aurais peut-être lues, tu m’aurais contacté et on serait peut-être devenus copains. Je t’aurais expliqué que 14 ans, ce n’est pas un bel âge pour mourir ! Je t’aurais raconté qu’à ton âge, moi aussi et tant d’autres avons subi les mêmes moqueries des camarades de classe, les mêmes méchancetés des « copains ». Moi aussi, j’ai vu les coups de coude complices et meurtriers des autres, les doigts qui montraient et moi aussi, j’ai entendu les épithètes injurieuses : tantouse, pédale, tapette. Ou pire. Moi aussi, on me disait différent, moi aussi, j’étais le souffre-douleur de tout le monde. Et ça continue même à présent, des fois, heureusement plutôt rarement.
    Mais je t’aurais aussi dit que ceux-là sont ignorants, que le monde est plein d’autres personnes, des gens merveilleux qui savent t’apprécier pour ce que tu es, il y en a qui arrivent jusqu’à t’aimer. Qu’il y a beaucoup de choses à faire et d’endroits à voir, plein de garçons à connaître, certains à embrasser, d’autres dont tomber amoureux. Et avec qui faire l’amour sur une plage déserte à la Saint-Laurent pendant que des désirs secrets sont exprimés, enfermés dans une vraie étreinte.
    Et puis, cher Diego, je t’aurais dit que quelque part dans ce monde lui, il existe, ton Mister Right, celui qui est capable de te faire perdre la tête. Et je t’aurais expliqué que le jour où tu le rencontres, tu ne dois pas le laisser s’échapper, mais que tu dois le serrer très fort pour le garder avec toi, parce que tous les sacrifices que tu feras en vaudront la peine. Ceci s’appelle AMOUR ! Je t’aurais même souhaité, comme boutade, d’en trouver un qui est de l’UE, parce que mon Mr. Right était caché au Brésil et pour pouvoir vivre avec lui dans mon Pays, j’ai dû faire des prouesses avec la bureaucratie de l’immigration. Et tu sais pourquoi ? Parce qu’on est italiens et qu’il n’est pas permis de se marier avec la personne qu’on choisit ; on ne peut même pas s’enregistrer comme PACS et avoir donc un simple permis de séjour, pour vivre et s’aimer dans le Pays où on est nés.
    Voilà, ce n’est pas exactement la même chose que pour nos amis hétérosexuels qui, s’ils tombent amoureux d’une brésilienne, eux, les veinards, ils peuvent vivre là en la mariant; nous non. Nous devons les embaucher comme domestiques nos Mr. Right, avec plein de difficultés et verser même les cotisations à la Sécu ! Mais essayons donc de dire à un ami hétéro qu’il doit embaucher sa fiancée comme bonne s’il veut vivre avec elle !
    C’est la loi qui nous rend différents, mais nous sommes les égaux des autres, vraiment; seulement nous n’avons pas leurs droits!
    Je t’aurais donc expliqué, cher Diego, que malheureusement il nous est arrivé de vivre dans le tiers monde des droits ! Un Pays très beau, l’Italie, mais qui laisse seuls ses enfants homosexuels, qui les abandonne victimes de la haine et de l’ignorance, le seul Pays où l’homophobie n’est pas encore un délit! Pire que nous, il n’y a que l’Iran, où les gays sont pendus aux grues, et la Russie où ces jours-ci des jeunes de ton âge et du mien aussi sont torturés par des têtes rasées, des néonazis, qui existent encore en 2013. Vois-tu, ils pissent sur eux car ils pensent les soigner de cette manière et les faire redevenir hétéros ! Hunnothérapie ils l’appellent !
    Oui, cher Diego, nous sommes revenus au Moyen Age ! Comme au Moyen Age sont tes camarades qui se moquaient de toi.
    L’Italie est tellement au Moyen Age qu’elle s’est fait dépasser par le nouveau Pape qui raconte l’amour d’un Dieu enfin universel, pour tout le monde, même pour les homosexuels : « Qui suis-je pour juger un gay ? »
    Je t’aurais écrit ces lignes seulement pour te faire comprendre que nous ne sommes pas seuls, nous sommes les égaux de beaucoup d’autres personnes : médecins, avocats, boulangers, journalistes, députés, prêtres, bonnes sœurs, enseignants, employés et secrétaires.
    Malheureusement, je te les ai écrites après ces trois secondes maudites et donc elles ne te serviront à rien. Souhaitons quand même qu’elles puissent servir à d’autres jeunes qui se sentent marginalisés et différents ou (je me fais des illusions) que ça pourra servir à ramener en 2013 nos « amis », en les arrachant au Moyen Age !
    Tchao, mon trésor, pardonne-moi pour ne pas être arrivé à temps. Embrasse de ma part Diego.
    FilippoTwitter: @poni
    Nous voulons que le Parti Démocrate soit le Parti des Droits. La Loi contre l’homophobie est nécessaire et urgente.
    STOP HOMOPHOBIE !

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